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Nome: Elena
Ricercatrice appassionata di Cultura e Tradizioni Celtiche con particolare riferimento a quelle Lombarde e alla simbologia esoterica.

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giovedì, 26 marzo 2009
La Stonehenge Comasca

Il ‘cerchio magico‘ affiorato nel cantiere del nuovo ospedale presto svelerà ai comaschi i suoi segreti. Almeno questo è l’obiettivo della Società Archeologica Comense. La centenaria istituzione lariana, dopo aver compiuto alcuni sopralluoghi sull’area che apre orizzonti ignoti sulla vita dei lariani, forse fino all’Età del Ferro, ha intenzione di promuovere, d’intesa con la Soprintendenza lombarda per i Beni Archeologici, una serie di visite guidate nell’area che si trova alla base della Spina Verde. La stessa Soprintendenza ha già posto un vincolo di salvaguardia dei reperti trovati nell’area del cantiere del nuovo

ospedale. Intanto, resta fitto il mistero sul significato dei reperti.

Il cerchio ha un diametro di circa 70 metri e probabilmente è la scoperta più importante, sul fronte dell’archeologia, in tutto il territorio della provincia comasca. L’intero sito, invece, comprende due sezioni, con una necropoli presumibilmente di età romana, con una ventina di tombe rilevate, e quella preistorica con il cerchio, che dovrebbe risalire, si pensa, all’Età del Ferro (IX secolo avanti Cristo), o addirittura al Neolitico. Quella che potrebbe essere una fetta importante dell’antica Como preromana non venne scelta comunque a caso: un sito ben drenato dal punto di vista idrogeologico con i fiumi Seveso e Valle Grande, con un’ampia piana a Sud per caccia, pascolo e coltivazioni, e a Nord

protetto da una fascia collinare che ha la sua naturale prosecuzione nell’attuale Parco della Spina Verde, con l’abitato protostorico di Pianvalle già ben noto agli archeologi e tuttora visitabile.

Vi sono poi alcune tombe dell’Età del Ferro che dovrebbero risalire al VI e V secolo e pare siano state inserite in una fase successiva all’utilizzo della misteriosa piattaforma circolare. Anche il Museo Archeologico ‘Paolo Giovio’ di Como si occuperà delle ricerche sia sul fronte prearcheologico, analizzando alcuni depositi di era postglaciale che risalgono al Quaternario, sia sul fronte propriamente archeologico, studiando un’ampia serie di materiali organici come frammenti di terreno, ossa e carbone. Uno scenario che risale agli ultimi 18mila anni che dovrebbe, tra l’altro, confluire in una tesi di laurea discussa nel

dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università dell’Insubria e in un prossimo articolo della ‘Rivista Archeologica’ di Como.

 

 

 Il cerchio dei misteri

 

Sull'importante ritrovamento nel cantiere del Sant'Anna parlerà in Ticino l'archeoastronomo Adriano Gaspani

 

Non smette di stupire il 'cerchio magico', l'enorme 'pseudo Stonehenge' scoperta lo scorso anno in località Tre Camini a Montano Lucino, durante il cantiere per la realizzazione del nuovo ospedale Sant'Anna di Como. Ora l'interesse per il grande ritrovamento archeologico, non distante da dove era stata rinvenuta la 'Stele di Prestino' (conservata ora al Museo Giovio di Como), spopola anche oltre frontiera. Infatti se ne parlerà in una conferenza nella sala del consiglio comunale di Mezzovico, in Canton Ticino, il 10 maggio alle 18.

Il sito archeologico che potrebbe permettere di scrivere una nuova pagina nella storia degli insediamenti di epoca celtica nell'area lombarda ha conquistato l'associazione culturale 'Terra Insubre Ticino e Grigioni', che in collaborazione con la Società Astronomica Ticinese proporrà la conferenza dal titolo Il grande circolo litico di Como: osservatorio stellare, calendario o centro sacro'.

Relatore dell'incontro sarà Adriano Gaspani, membro dello staff dell'Osservatorio Astronomico di Brera a Milano e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Autore del volume L'astronomia dei Celti: stelle e misura del tempo tra i Druidi e di numerosi altri documenti sul tema dell'archeo- astronomia, Gaspani è convinto che il cerchio magico fosse il luogo dove gli antichi lariani scrutavano le stelle. In effetti il sito risulterebbe costruito con precisi principi geometrici, ma per esserne certi occorre studiarne l'orientamento tenendo conto di tutte le mutazioni astronomiche, avvenute nel corso dei millenni. La struttura è formata da tre cerchi di pietre concentrici del diametro di 70 metri, di età protostorica (al momento non è possibile una datazione più precisa), più una serie di tombe databili tra VI e V secolo a.C., con ricchi corredi funerari, e strutture megalitiche, pietre e steli senza iscrizioni né decorazioni. La struttura litica di forma

circolare, simile ai recinti tombali di epoca golasecchiana ma assai diversa per dimensioni è per lo studioso «decisamente inusuale, probabilmente un caso unico per l'ambiente preistorico e protostorico comasco, anche se l'analisi delle immagini da satellite potrebbe suggerire la presenza di un secondo manufatto, anch'esso a pianta circolare, posto a circa 150 metri di distanza verso Sud-Ovest e non ancora scavato».

Adriano Gaspani presenterà gli ultimi e strabiglianti risultati di questa scoperta archeoastronomica, che sarebbe il centro più antico di osservazione astrale strutturato in tutta l'area del Nord Italia. Lo studioso ha potuto esaminare grazie alla Soprintendenza di Milano tutte le schede scientifiche sul materiale finora rinvenuto. L'impressione degli studiosi è che sia una scoperta molto più importante di quanto già sinora si sospettava. C'è peraltro chi è pronto a giurare di aver visto in foto aeree sul web altre strutture simili nelle immediate vicinanze, oltre a quella ipotizzata da Gaspani. Del cerchio magico si è interessato anche il professor Venceslav Kruta, docente emerito all'Università della Sorbona di Parigi.

 

Trovato il primo Menhir a Como

CERCHI DI COMO : Trovato il primo MENIR
17 Dicembre 2008 -

Il più Grande CROMLEC italiano che è stato rinvenuto l'anno scorso nella periferia della città di Como, non ha finito di riservare i suoii segreti.
Le dimensioni del DOPPIO cerchio di pietre ( oltre 70 metri ) fa ritenere che il suo utilizzo fosse destinato a scopi astronomici similmente al più noto Cromlec di Stonehenge in Inghilterra.
Mancavano però dei "MENIR" , dei blocchi di pietra essenziali per traguardare le stelle e che fornivano dei sicuri punti di riferimento per effettuare delle misurazioni molto precise.
In questi giorni le ruspe del cantiere archeologico attualmente in corso ne hanno trovato UNO ( come da foto ).
Altri 3/4 son già stati individuati a vista ma occorre del tempo prima di essere liberati dalla coltre di terra e fango ( il clima attualmente non facilita questo tipo di operazioni ).
Ci si augura che i lavori non si fermano per intoppi burocratici e che l'intera struttura possa un giorno ritornare a risplendere sotto il sole in tutta la sua magnificenza.

Fonte: redazione ANTIKITERA del dicembre 1008

FOTO http://www.antikitera.net/IMMAGINI/cerchiocomo1.jpg

 

Fonte: www.corrierecomo.it

http://www.corrieredicomo.it/frm_articoli.cfm?ID=85873

(articolo rimosso)

 

Su “Archeoblog”, le primissime immagini del sito archeologico:

http://archeoblog.net/2007/como-recinto-del-v-secolo-ac-sotto-il-nuovo-ospedale-prime-immagini/

 

Ed ecco l’articolo apparso su “La Provincia”:

http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2007/06/recinto_protostorico.pdf

Postato da: Brugh a 14:59 | link | commenti
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